Parliamo di Stardew Valley

Prima una piccola premessa

Prima di addentrarci in questo articolo mi piacerebbe dire alcune parole sull’andamento del blog. Negli ultimi mesi sono stato incostante, questo poiché mi mancava la motivazione per scrivere. Quando ho iniziato era un hobby, mi piaceva esprimere la mia opinione su ciò che leggevo, guardavo o giocavo senza troppe pretese, ma poi un qualcosa è cambiato: le visualizzazioni. Inspiegabilmente sono passato da una media 10-20 visite a settimana a 70-100 al giorno, con anche picchi a duecento in brevi periodi. Questi numeri sono estremamente bassi, mi erano sembrati un trampolino di lancio, quindi mi ci sono buttato e tristemente non è stata una buona idea. Infatti questo numero non è mai aumentato, anzi è diminuito nel tempo. Durante questo periodo ho cercato di postare il più possibile, puntando molto sul numero e poco sulla qualità di quello che andavo a scrivere. A lungo andare, come prevedibile, mi sono stufato e ciò ha portato alla situazione attuale.

Ho quindi deciso di tornare alle radici, scriverò e pubblicherò poco, ma quando lo farò sarà perché ho davvero voglia di dire la mia opinione. Ciò comporterà articoli più curati e lunghi e la cancellazione di alcune serie. Basta articoli su Animal Crossing e aggiornamenti YouTube (tranquilli, la Kinnoshita rimarrà nel mio cuore). Basta recensioni su singole puntate, basta PokéRubriche. Rimarranno invece, i brevi articoli per annunciare l’uscita di cose che mi interessano, siano questi videogiochi, fumetti, manga, film, serie TV o Eventi.

La cancellazione degli articoli con le informazioni sui Pokémon non comportano l’interruzione della mia drawing challange, quella proseguirà sul mio account Instagram.

 

Parliamo di Stardew Valley

Stardew Valley è un RPG estremamente libero incentrato  sulla vita di campagna che permette al giocatore di andare avanti con la storia seguendo i propri ritmi. Il protagonista eredita dal nonno una fattoria che diventerà la sua fonte di sostentamento in una nuova vita lontana dallo stress. Da questo momento in poi il tracciato è quasi interamente libero, si può scegliere se seguire gli eventi iniziali della trama o se concentrarsi sull’agricoltura. Questo è un dettaglio estremamente positivo, perché non si è mai forzati a fare nulla e la libertà concessa è estremamente percepibile.

All’interno di Stardew Valley sarà possibile socializzare con diversi NPG, e grazie alle interazioni con questi si imparerà a conoscerli meglio e si potranno sbloccare piccoli eventi. Non si tratta di un qualcosa di estremamente innovativo per il mondo videoludico, ma di sicuro è una meccanica interessante se le storie raccontate sono coinvolgenti. Adesso però, preferisco concentrarmi nel dettaglio su alcuni aspetti del gioco, perché non ho fretta di pubblicare.

La Grafica

Inizio parlando della grafica perché è ciò che amo alla follia di questo gioco, ed è anche il motivo base per il quale mi ci sono avvicinato. Tutto quanto è in pixel art ed in 2D, sia il game play, sia il titolo, ovviamente anche le icone e le immagini dei dialoghi. Tralasciando il mio amore per la pixel art, che è fatta benissimo, c’è anche da avere un occhio di riguardo per la scelta di non ambientare il gioco in 3D. Questo gli fa acquistare un aspetto vintage, sempre gradito, e permette di orientarsi meglio nella mappa del gioco, che in un mondo a tre dimensioni sarebbe troppo ampia e piena di distrazioni. Ciò rende anche più semplici le azioni base: scavare, innaffiare, raccogliere, combattere.

Le immagini che compaiono durante i dialoghi sono molto curate, per ogni NPG ne esiste più di una in modo che queste rispecchino lo stato  d’animo del personaggio. Alcune di queste saranno visibili solamente portando avanti gli eventi del cuore dei singoli NPG.

Gli sfondi sono ricchi di dettagli ed è spesso possibile interagire con parte di essi (raccolta di oggetti, scavare degli spot speciali, ecc.), questi cambiano in base alle quattro stagioni e spesso si possono notare alcuni dettagli animati. Questo, in combinazione con gli eventi random quali animali che escono da alberi e cespugli (ed altri), rendono più coinvolgente il piano di gioco. Nel complesso questo porta ad una migliore esperienza videoludica.

La Trama

Come accennato prima la trama è davvero libera, ogni giocatore può scegliere come gestire i tempi di gioco e, ad accezione di alcuni eventi pre-scriptati, nulla gli metterà mai fretta. Non ci sono obblighi di nessun genere, si può parlare con gli NPG che si preferiscono ed ignorarne completamente degli altri. Si può scegliere se basare i propri guadagni sull’agricoltura, sul foraging o sulla pesca (complice anche la scelta iniziale del tipo di fattoria). Si può scegliere se allevare animali o no, si può scegliere se pescare o meno, se combattere gli slime oppure no. Praticamente si ha piena libertà di scelta.

In realtà non esiste una vera e propria trama, in quanto Stardew Valley è più che altro uno slice of life. Più che altro si può dire che c’è una sorta di sentiero consigliato che consente di sbloccare alcune particolarità del gioco. Per fare questo ci sono delle missioni che si è liberi di svolgere in quanto tempo si vuole (arrivare al fondo della Miniera, che permette di sbloccare il Deserto è la Skull Cavern ad esempio). L’unica eccezione è nella valutazione del fantasma del Nonno che accadrà dopo due anni di gioco, ma potrà poi essere rifatta consumando un diamante.

Il fulcro del gioco consiste nel completare le missioni del Minucipio in modo che degli spiritelli dall’aspetto di piccole zucche (o mele) – non  mi ricordo il nome – lo riparino. Facendo ciò si entra nel “late game” con missioni più complesse che servono a sviluppare edifici extra per la fattoria. Tuttavia ribadisco che non c’è il minimo obbligo o incombenza temporale.

Gameplay

La giocabilità è molto buona, io uso la versione per PC, infatti riesco a giocarci senza problemi usando tastiera e touchpad. Non serve nemmeno un mouse, ciò è davvero buono perché rende utilizzabile il videogioco anche in luoghi dove non si ha la possibilità di avere un appoggio per il mouse. Ovviamente usandolo si è più comodi, ma con il touchpad non si fa fatica.

L’unica nota negativa è la pesca, io non ho ancora capito come si possa pescare. Le ho provate tutte, ma non riesco, ora probabilmente sarà una difficoltà mia, ma se rendessero il meccanismo più user-friendly aggiungendo anche un breve tutorial sarebbe meglio.

Per il resto è tutto scorrevole, i meccanismi sono chiari, la mappa è esplorabile e ci sono varie attività da svolgere. L’agricoltura per quanto monotona è pensata davvero bene, perché si tratta della base del gioco. Il combattimento contro i mostri è strutturato in modo corretto con vari livelli di difficoltà, che mettono alla prova anche la mente del giocatore perché serve fare delle piccole strategie. A livello gestionale è pensato in modo corretto, fare soldi è un processo all’inizio lento e serve investire molto per andare avanti. La raccolta delle risorse è abbastanza rapida, ma bisogna saperle gestire bene perché se si vuole andare avanti ne servono parecchie.

In conclusione Stardew Valley è un bel gioco, semplice ma coinvolgente, rilassante ma anche competitivo se ci si pone degli obiettivi. Quindi il mio voto è 9.

 

Un piccolo appunto finale

La premessa di questo articolo verrà messa anche sul fondo del prossimo, che sinceramente non so quando arriverà, ma ho già in mente su cosa sarà niente anticipazioni. Come avete notato il tono di questo articolo è diverso dai precedenti e più o meno questa è l’impronta che voglio dare. Come sempre vi ricordo che non sono un esperto, ma questo è solo un hobby. Grazie per aver letto fino a qua.

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